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		<title>osteopatia</title>
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		<item>
			<title>Osteopatia</title>
			<link>http://www.osteopatiashiatsuroma.it/1/osteopatia_10321046.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Osteopatia</strong><br /> 
&quot;La potenza del bene si esprime nella natura del bello&quot;  Platone
 
L&#039;Osteopatia nasce negli Stati Uniti d&#039;America nella seconda metà del XIX secolo sotto l&#039;impulso del medico chirurgo Andrew Taylor Still che fondò la prima scuola nel 1892 nella cittadina di Kirksville nel Missouri, dove tutt&#039;ora si trova come Università, ospedale osteopatico e college all&#039;avanguardia, con il nome di A.T.S.U. (Andrew Taylor Still University), Hildreth Hospital (S.H.O.H.) e K.C.O.M. (Kirksville College of Osteopathic Medicine).
A.T. Still enunciò i tre grandi principi dell&#039;Osteopatia:
1) &quot;Unità del corpo&quot;
2) &quot;La struttura governa la funzione&quot;
3) &quot;Il ruolo dell&#039;arteria é supremo&quot;.
Seguendo questi l&#039;Osteopata può aiutare l&#039;organismo del paziente a mantenere e ricreare il suo equilibrio omeostatico ed allostatico ottenendo come risultante un automantenimento e un&#039;autoguarigione dello stesso.
 L&#039;Osteopata ripristina la corretta comunicazione tra sistema nervoso, organi e apparati per rilanciare lo stato di salute avendo come obiettivo l&#039;eliminazione degli ostacoli che si frappongono nella giusta comunicazione tra le strutture corporee. Ciò si realizza per mezzo di tecniche non invasive e delicate manovre articolari, viscerali, fasciali e cranio-sacrali che interagiscono con la fluttuazione del liquor dell&#039;encefalo (LCR) e del midollo spinale.
Tra il sistema viscerale e il sistema muscolo scheletrico le relazioni esistenti sono varie e biunivoche, su base fasciale, arterio-venosa e neurovegetativa.
Quando si presenta un problema si deve capire quale di questi sistemi sia in disfunzione, sapendo che la &quot;disfunzione&quot; stessa potrebbe trovarsi anche molto distante dalla zona sintomatica e/o del dolore riferito.
Rispettando il principio di causa ed effetto sono svolti test percettivi osteopatici, di apprensione fasciale, bilanciamento, inibizione e aggravamento con cui si valuta il contenente ed il contenuto distinguendo quale delle due componenti il tessuto sia da trattare.
Sulla base di queste valutazioni, suffragate da una indagine conoscitiva con cui si raccolgono i dati salienti sulla fisiologia della persona e da test e tecniche di indagine differenziale (vedi anche semeiotica osteopatica), per la messa in sicurezza della persona, si possono trovare disfunzioni su varie strutture e a diversi livelli.
Attraverso quest&#039;indagine e con manovre manuali dolci, si pone attenzione nella ricerca della &quot;disfunzione primaria&quot;, cioè del punto debole che ha creato e potrebbe continuare a ricreare il problema.
Non basta calmare il dolore o il sintomo chimicamente, ma si dovrà ristabilire la corretta comunicazione tra i vari distretti corporei affinchè l&#039;energia fisica e mentale dell&#039;individuo possa manifestarsi in tutto il suo potenziale di salute e di guarigione.
Con la liberazione della struttura in sofferenza funzionale, che sia un muscolo, un organo, o altro tessuto, i segnali di allarme cesseranno lasciando il posto al riequilibrio del sistema nervoso e della circolazione sanguigna e linfatica per un beneficio non solo delle zone di sofferenza ma dell&#039;intero organismo, compresi i sistemi ormonale e immunitario.
 &quot;Il movimento è una manifestazione della vita&quot;  (Rollin E. Becker)
Testo coperto da copyright ©]]></description>
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			<title>Fasce e  "Osteopatia cellulare"</title>
			<link>http://www.osteopatiashiatsuroma.it/1/fasce_e_osteopatia_cellulare_10321064.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Fasce e  &quot;Osteopatia cellulare&quot;</strong><br /> 
&quot;Chiunque considerasse con attenzione tutte le tuniche membranose del corpo, la struttura, il colore la continuazione, l&#039;uso di esse, delle ghiandole, delle viscere e dei vasi, ..., avrebbe dovuto confessare, anche suo malgrado, che tutte queste parti non erano altro che una continuazione delle meningi e delle fibre midollari del cervello&quot; (da Mirabilis Machina, di A. Toscano, XVII° sec.)
 
Nell&#039;anatomia classica, il sistema fasciale è considerato solo l&#039;insieme di tessuto connettivo di sostegno meccanico e separazione quasi aridamente ed unicamente &quot;logistica&quot;. In effetti le fasce creano logge, dividono varie parti creando setti di separazione, formano i tendini dei muscoli e altro, ma in Osteopatia se ne ha una visione molto più ampia.
La fascia mette in relazione tutte le parti del corpo, esprimendo e avvalorando il concetto cardine osteopatico di globalità dell&#039;individuo e del suo corpo, inteso come materia vivente e non inerte!
La fascia si suddivide innumerevoli volte, senza soluzione di continuità, insinuandosi sempre più nell&#039;ambiente microscopico fino ad andare a formare la Matrice Extra Cellulare (MEC) che, quindi, non rappresenta altro che la riduzione in minimi termini del sistema fasciale stesso.
Rappresenta un armonizzatore meccanico, un coordinatore della motricità, un dissipatore ed accumulatore di energia ed un laboratorio biochimico. Rappresenta il nostro &quot;terreno&quot;, l&#039;ambiente nel quale, e per mezzo del quale, viene regolata l&#039;omeostasi.
La fascia è l&#039;ambiente dove la cellula vive, si riproduce, sintetizza, si muove, assimila, secerne, si ammala e muore. (Lipton, 2006)
E&#039; evidentemente importante assimilare il concetto che le forze meccaniche che agiscono sul nostro organismo, patologiche o terapeutiche che siano, agiscono sulla fisiologia e sulla salute in generale.
Il fondamento di autoregolazione omeostatica ed allostatica, proprietà biologiche generali e specifiche del corpo umano già definite nel principio ippocratico latinizzato in &quot;vis medicatrix naturae&quot; sono un pilastro portante dell&#039;Osteopatia, la quale ha la consapevolezza che esiste un&#039;interrelazione tra struttura e funzione su vari livelli macroscopici (ad esempio a livello muscolo-scheletrico o articolare) e microscopici (a livello istologico e cellulare). Una struttura alterata può alterare la funzione e viceversa.
Ciò premesso si può intuire ed empiricamente affermare quanto le mani possano intervenire sulla fisiologia cellulare.
Testo coperto da copyright ©]]></description>
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		<item>
			<title>Trattamento osteopatico</title>
			<link>http://www.osteopatiashiatsuroma.it/1/trattamento_osteopatico_10321086.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Trattamento osteopatico</strong><br /> 
&quot;Benchè le tecniche manuali siano impiegate da varie professioni di terapia manuale, l&#039;unicità delle modalità di integrazione delle tecniche manipolative osteopatiche rispetto alla gestione della persona/paziente, così come la durata, la frequenza e la scelta delle tecniche, rappresenta il carattere distintivo dell&#039;Osteopatia. Il trattamento manipolativo osteopatico utilizza molti tipi di tecniche manipolative, ivi comprese a titolo esemplificativo ma non esaustivo, manipolazioni HVLA e tecniche a impulso, tecniche fasciali, tecniche craniali e tecniche viscerali&quot; (OMS, 2010).
 
Da sempre l&#039;uomo ha usato la mano e la manualità per alleviare e curare i dolori di se stesso e dei propri pazienti, istintivamente, poggiando o comprimendo con un dito o una mano una determinata zona o punto del corpo, per alleviare lo stato dolente che è sempre in corrispondenza di una diramazione nervosa.
Popoli asiatici ed amerindi, fenici, egizi, greci e romani, avevano compreso che il corpo umano è proprietario di un codice ben preciso, allo stesso tempo differente da persona a persona, e che grazie alla conoscenza di questo noi possiamo produrre rimedi autonomamente aprendo il nostro laboratorio di rimedi interno.
L&#039;attuale dottrina manipolativa si avvantaggia rispetto a quelle precedenti dello studio e della conoscenza della biomeccanica e della fisiologia. La riduzione dell&#039;afisiologia vertebrale (e/o articolare) si effettua dopo aver eseguito un&#039;analisi completa della spina dorsale (fondamentale dal momento che la colonna vertebrale protegge il sistema nervoso centrale, cosicché quando un nervo è immobilizzato tra le vertebre può causare problemi in ogni parte del corpo), il compito dell&#039;osteopata, consiste nel riposizionare la vertebra tramite una manipolazione gentile e specifica (non invasiva), in modo che l&#039;interferenza sparisca, consentendo ai messaggi di arrivare a muscoli, organi e ghiandole, nel modo appropriato.
La fisica unita alla conoscenza anatomica ha conferito alla manipolazione la possibilità di utilizzare dei test di movimento, differenziando così il trattamento.
Quale scienza olistica, avente come scopo principale, lo ripetiamo, il riequilibrio energetico del paziente nella sua interezza e non, semplicemente la cura del singolo sintomo, l&#039;Osteopatia ha un campo di applicazione vastissimo: è oggi utilizzata per il sollievo da affezioni dolorose della colonna, delle articolazioni periferiche e da problemi viscerali, risultando particolarmente efficace nella maggior parte dei casi di insonnia, cefalea e disturbi dell&#039;equilibrio, otiti, rinofaringiti, sinusiti e nei disturbi circolatori, digestivi o ginecologici che non abbiano all&#039;origine turbe virali, tumorali o infettive che minino l&#039;integrità della struttura.
&quot;L&#039;Osteopatia è tra le medicine manipolative, quella principe, la più rigorosa nella ricerca e nella conoscenza anatomico/fisiologica e biomeccanica.&quot;
Per rispettare il nostro corpo occorre conoscerlo profondamente, solo così possiamo utilizzare la nostra autofarmacia interna, dando vita a quel processo che chiamiamo: autoguarigione. Non c&#039;è nulla di fantascientifico, niente di magico. Solo il nostro corpo lo è, ma spesso lo dimentichiamo. Come spesso dimentichiamo che siamo fatti di connessioni e rapporti interni, nervi, muscoli, setti, vasi sanguigni ed altro. Un&#039;insieme che ci mantiene in vita quotidianamente e che se non funziona correttamente dà vita a malattia e dolore.
“La forza di gravità uccide i nostri pazienti”, questo è stato affermato da un noto osteopata e nulla fu detto più giustamente. Per questo il trattamento osteopatico, agendo soprattutto sulla postura e sul funzionamento del corpo, con lo scopo di &quot;calmare&quot; il sintomo, tiene in grande considerazione i test posturali, proprio per verificare i danni dovuti alla stazione eretta.
Il trattamento, generalmente si basa su un lavoro che interessa muscoli, articolazioni, legamenti, tendini ma anche visceri, organi e fasce. Nulla ha a che vedere con le varie tecniche massofisioterapiche né con la pratica fisiokinesiterapica; l&#039;osteopatia è una disciplina con logica e metodica proprie.
Ogni seduta dura circa un&#039;ora, l&#039;osteopata dedica del tempo ad un colloquio preliminare con il cliente e osserva il corpo della persona in posizione eretta e in movimento nello spazio per &quot;leggerne&quot; le principali caratteristiche. Poi, grazie a un tocco sensibile e deciso al tempo stesso, l&#039;osteopata libera le restrizioni e gli schemi motori che costringono il nostro tessuto in tensioni permanenti.
L&#039;osteopata tiene inoltre conto della T.A.R.T. per la definizione ed il rilievo palpatorio della disfunzione somatica. L&#039;acronimo sta ad indicare dolorabilità, restrizione ed asimmetria (anormalità) della trama tissutale che si riscontrano in un&#039;alterazione della qualità palpatoria.
I quattro termini inglesi: T.A.R.T. = Tissue Asimmetry Restriction Tenderness (Savarese, Copabianco & Cox, 2009).
L&#039;Osteopatia grazie alla sua dettagliata conoscenza ed al suo rigoroso lavoro, interviene non solo sull&#039;apparato muscolo scheletrico, ma su tutto il corpo anche in funzione delle interrelazioni fra i tre foglietti embrionali che riproducono la memoria della filogenesi passando all&#039;ontogenesi, mantenendosi in relazione durante lo sviluppo dell&#039;intera evoluzione &quot;psicosomatica&quot; dell&#039;essere umano:

 Endoderma: il foglietto interno, sviluppa il sistema digerente e respiratorio, le grandi ghiandole digestive (il fegato in parte) e alcune endocrine, la tiroide i programmi e le reti metaboliche per produzione dell&#039;energia vitale.
 Mesoderma: sviluppa i collegamenti tra foglietto interno ed esoderma attraverso le fasce ed il sistema cardio-circolatorio (la trasmissione di sostanze chimiche e di messaggi ormonali e immunitari in tutto il corpo), l&#039;apparato muscolo-scheletrico, e non ultimo l&#039;apparato sessuale riproduttivo.
 Ectoderma: il foglietto esterno, sviluppa cute ed annessi (pelle, peli, capelli, unghie) i denti, il cristallino dell&#039;occhio, il fegato, gli organi di senso e il sistema nervoso, vale a dire i programmi e le reti per l&#039;elaborazione e la comunicazione delle informazioni dell&#039;intero organismo.

 Il corpo nel suo insieme può beneficiare delle mani e della conoscenza dell&#039;osteopata.
Testo coperto da copyright ©]]></description>
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			<title>Approccio Osteopatico</title>
			<link>http://www.osteopatiashiatsuroma.it/1/approccio_osteopatico_10321053.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Approccio Osteopatico</strong><br /> 
&quot;Ebbi modo a comprendere come poco vantaggio si possa trarre nell&#039;arte medica lasciando che a formare siano i soli testi di medicina...&quot;                       Giorgio Baglivi (De fibra motrice et morbosa, 1700)
 
L&#039;osteopata sintetizza la valutazione della persona esaminata grazie all&#039;osservazione e all&#039;esame obiettivo specifico (palpazione percettiva) per confermare o rivedere il piano di trattamento. Quest&#039;ultimo conseguentemente all&#039;indagine, viene discusso dettagliatamente con il paziente formulando ipotesi evolutive del motivo di consulto espresso. Ad ogni modo il trattamento osteopatico è incentrato sulla mobilità/motilità dei tessuti corporei, delle funzioni e dei ritmi biologici involontari (vedi anche IRCS, impulso ritmico cranio-sacrale) correlati con lo stato di salute generale. L&#039;osteopata si avvale di uan gamma di tecniche manuali che possono essere classificate come dirette, indirette, combinate, fluidiche e riflesse (WHO - World Health Organization, 2010).
Le tecniche manuali, in Osteopatia come in altre discipline, rappresentano solo &quot;un umile strumento per mezzo di cui poter agire sull&#039;organismo&quot; (Audouard, 2009). Non rappresentano affatto l&#039;esclusività dell&#039;azione Osteopatica, come anche molti osteopati pensano; sono alla base del trattamento osteopatico ma non sono tutto, anzi. Il pilastro portante è l&#039;osteopata che interpreta ed agisce secondo la sua coscienza, al sua disponibilità all&#039;ascolto, la sua deontologia, la sua intenzione mirata dal suo notevole bagaglio di conoscenze e non per ultime le sue intuizioni.
L&#039;osteopata non è un &quot;conciaossa&quot; o un guaritore nè un mero praticone, nella misura in cui la tecnica la può imparare e praticare in modo ripetitivo chiunque, ma il ragionamento deduttivo e soprattutto percettivo, no! Per imparare a &quot;vedere&quot; con le mani e praticare, consigliare e sostenere un rilancio ed un percorso di autoguarigione aiutando veramente la persona, si ritiene strettamente necessario, così come per il chiropratico, il fisioterapista, il medico, ... , che l&#039;osteopata debba investire in conoscenza e approfondimento continui.
Stimolo a fare ciò potrebbe essere il metodo dei &quot;sette passaggi&quot; sviluppato dall&#039;autore del testo nella ricerca da lui svolta e intitolata &quot;Sviluppo delle competenze nella palpazione percettiva: dalle neuroscienze all’insegnamento&quot;.
Aumentare le proprie conoscenze è un imperativo.
La pratica rappresenta solo la manifestazione, nel mondo fisico, di una teoria.
Le conoscenze all&#039;osteopata sono insegnate su largo spettro per non dimenticare il concetto cardine di globalità dell&#039;individuo e dell&#039;organismo.
  L&#039;approccio è globale ed è volto al riequilibrio dinamico corpo-mente inteso inteso come &quot;bilanciamento&quot; dei tre grandi insiemi fisiologici di cui è composto l&#039;essere umano: materia, movimento e spirito.
L&#039;osteopata sintetizza la valutazione della persona esaminata grazie all&#039;osservazione e all&#039;esame obiettivo specifico (palpazione percettiva) per confermare o rivedere il piano di trattamento. Quest&#039;ultimo conseguentemente all&#039;indagine, viene discusso dettagliatamente con il paziente formulando ipotesi evolutive del motivo di consulto espresso. Ad ogni modo il trattamento osteopatico è incentrato sulla mobilità/motilità dei tessuti corporei, delle funzioni e dei ritmi biologici involontari (vedi anche IRCS, impulso ritmico cranio-sacrale) correlati con lo stato di salute generale. L&#039;osteopata si avvale di uan gamma di tecniche manuali che possono essere classificate come dirette, indirette, combinate, fluidiche e riflesse (WHO - World Health Organization, 2010).
Le tecniche manuali, in Osteopatia come in altre discipline, rappresentano solo &quot;un umile strumento per mezzo di cui poter agire sull&#039;organismo&quot; (Audouard, 2009). Non rappresentano affatto l&#039;esclusività dell&#039;azione Osteopatica, come anche molti osteopati pensano; sono alla base del trattamento osteopatico ma non sono tutto, anzi. Il pilastro portante è l&#039;osteopata che interpreta ed agisce secondo la sua coscienza, al sua disponibilità all&#039;ascolto, la sua deontologia, la sua intenzione mirata dal suo notevole bagaglio di conoscenze e non per ultime le sue intuizioni.
L&#039;osteopata non è un &quot;conciaossa&quot; o un guaritore nè un mero praticone, nella misura in cui la tecnica la può imparare e praticare in modo ripetitivo chiunque, ma il ragionamento deduttivo e soprattutto percettivo, no! Per imparare a &quot;vedere&quot; con le mani e praticare, consigliare e sostenere un rilancio ed un percorso di autoguarigione aiutando veramente la persona, si ritiene strettamente necessario, così come per il chiropratico, il fisioterapista, il medico, ... , che l&#039;osteopata debba investire in conoscenza e approfondimento continui.
Stimolo a fare ciò potrebbe essere il metodo dei &quot;sette passaggi&quot; sviluppato dall&#039;autore del testo nella ricerca da lui svolta e intitolata &quot;Sviluppo delle competenze nella palpazione percettiva: dalle neuroscienze all’insegnamento&quot;.
Aumentare le proprie conoscenze è un imperativo.
La pratica rappresenta solo la manifestazione, nel mondo fisico, di una teoria.
Le conoscenze all&#039;osteopata sono insegnate su largo spettro per non dimenticare il concetto cardine di globalità dell&#039;individuo e dell&#039;organismo.
Testo coperto da copyright ©]]></description>
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			<title>La Disfunzione Osteopatica</title>
			<link>http://www.osteopatiashiatsuroma.it/1/la_disfunzione_osteopatica_10321052.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>La Disfunzione Osteopatica</strong><br /> 
&quot;L&#039;Osteopatia è la legge dello spirito, della materia e del movimento&quot;. (A.T. Still)
 
La definizione classica per disfunzione osteopatica piuttosto che &quot;lesione osteopatica&quot; è &quot;restrizione di mobilità tissulare&quot;. Ciò sta a significare anche e/o conseguentemente un&#039;alterazione emodinamica, neurovegetativa, ormonale ed umorale che si ripercuote sull&#039;intero organismo.
I fenomeni di infiammazione, fibrotizzazione e sclerosi tissutale indotti dalla disfunzione creano una variazione nell&#039;interscambio bio-umorale e neuro-informazionale tra tessuti, organi, sistemi CONTIGUI e/o distanti. l&#039;organismo su tali basi crea una serie di risposte efferenti ed adattamneti periferici che hanno lo scopo di mantenere l&#039;omeostasi organica.
Qualora la risposta non appaia soddisfacente in funzione dell&#039;informazione o sia perpetrata nel tempo a discapito di essa stessa, si instaura nel corpo la disfunzione ... primo passo verso la patologia.
Testo coperto da copyright ©]]></description>
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